Il vampiro gentiluomo

poesia di Michelangelo Rossato

Qualche volta i cristalli sospirano
Sibilando lettere,
una favola
antica come i miei
rimorsi.
Le mie ramificazioni
spezzate
rimetteranno
la tua
sapienza
in un vaso di coccio
e in una maschera di bronzo.
Rozzo, giustificare i tuoi
corruttibili
molteplici gesti
inutili
Hai violentato
le mie decisioni,
deturpato chiacchiere
per sovrastarmi
Qualche volta sanguinare
è segno di essere vivo,
a me non importa
dimostrarlo,
ma sangue non ho più,
me l’hai succhiato tu

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