La pioggia e il gatto volante

poesia di Michelangelo Rossato



Non vorrei lasciarmi sedurre
dalle sue occhiate
ingenue e quasi disprezzanti.
E vorrei essere tra le sue braccia…
Mi lascio evacuare
evaporare
immaginando di stringere
le sue mani.
Pur essendo affascinante
non conosco ancora il suo nome.
E passano i giorni,
un mercoledì sapore di cloro,
e annuso il suo aspetto,
mi accorgo sempre di più
di amare le sue quotidianità,
il nostro rapporto inesistente
aggrappato sulla ragnatela
della mia intricata
fantasia.
E raccoglieva con il silenzio
i granelli di zucchero,
nascondendo il volto.
Spesso mi pare di
riuscire a scambiare una parola,
ma è solo il vento.
Mi ha chiesto
“come ti chiami?”
ma era solo il gatto tra le tende.
E non sorride mai,
e vedo a stento la sua bocca…
…mi piacerebbe conoscere
la sua passione,
la mia delusione
struggente dolore.
Vorrei imbottigliare il suo
odore.
E come faccio a non resistere
non riesco a trattenere
l’istinto di abbracciare?
Per alcuni secondi
riesco a vedere
tutta la sua bellezza,
e di una simbiotica immagine
romantica…
-“E tu più di me mi conosci
mi scruti
e mi sembra di non essere
abbastanza
per te,
di essere una macchia,
e non lo vorrei…
…cancellami…”
Non è conveniente muovere la regina
potrebbe dimostrarsi un’incerta mossa
precipitosamente stupida.
Chi muovere per primo?
Scaccomatto.
Chi muovere per primo?
-“Grazie per la cioccolata”.
Chi muove per primo?
-“Sciocchezze”.
È una pedofilia
da parte del suo grande conoscere,
che inonda il mio minuscolo
apprendere….
Mi fa male
continuare ad essere molestato
dai suoi imparagonabili pensieri,
e spesso mi riconosco troppo bello
e molte volte mi vedo troppo chiuso.
E mi sento un’anima
verginella e romantica,
non voglio una volgarità,
e temo di lasciare il permesso
di affondare la lama
nel mio petto…
…con le mie mani.
Non dimenticherei mai il suo viso
nemmeno se mi bruciaste,
tre secondi al massimo
quattro volte al mese,
-“Ripenso a te,
sotto la pioggia
vorrei che tu piangessi sul mio viso
a bagnare
la mia pelle”…

(Al gatto volante: quella apparentemente reale sensazione di benessere e di
comprensione, quella capacità di architettare un rapporto basato sul nulla,
che alla fine si dimostra un sussurro del vento, un deludente e triste spreco di energie…)

Home Ninfe e ninfette