C’era una volta una bellissima bambina figlia di un chirurgo e di una contadina. Sua nonna era una stilista famosa e di abiti ne disegnava a iosa. Un giorno regalò alla nipotina una deliziosa cuffiettina: era di stoffa rossa, così pregiata che l’infanta la indossava per tutta la giornata. E nel vederla sempre vestita di rosso tutti la chiamavano Cappuccetto Rosso. Un giorno sua madre la chiamò e con voce dolce le domandò: -“La nonna ha il nervo sciatico infiammato, puoi portarle questo cesto prelibato?” In principio Cappuccetto non voleva ubbidire (la permanente alla sua barbie doveva finire). -“Guarda che ti tolgo la paghetta!” -“Parto subito mammina!” rispose la bimbetta. Cappuccetto salì in motorino e caricò dietro di sé il prelibato cestino. Siccome la nonna abitava in una villa isolata Cappuccetto Rosso viaggiò tutta la mattinata per arrivare infine ai margini della foresta nella quale abitava la nonna stilista. Parcheggiò lì il motorino e s’incamminò per un sentierino. Mentre la fanciulla i fiori raccoglieva qualcuno di astuto conoscerla voleva. Da un cespuglio spuntò fuori un cane nero (in verità era un lupo, uno vero!) e disse alla bambina sprovveduta: -“Salve piccina, ti sei perduta?” -“No!” rispose questa impertinente “sto andando dalla nonna, deficiente!” Il lupo male ci restò, ma poi pensò: -“Vedrà cosa vuol dire trattar male la gente questa piccola, bamboccia saccente!” E così pensando le disse: -“Facciamo una gara, carina: chi prima arriva dalla tua nonnina!” La bimba accettò schizzinosa e corse per un sentier gioiosa. Il lupo, invece, prese la strada più corta e arrivò presto davanti la porta della villa della nonna anziana. Suonò il campanello e spiò per la persiana: una vecchietta a letto chiese sfinita: -“Chi è?” -“Sono la tua nipote preferita!” Rispose il lupo addolcendo la voce. -“La porta è aperta, su entra, veloce!” Il lupo non esitò: come un ladro in silenzio entrò e la vecchia stilista si divorò. Indossò la cuffia e il vestitino poi s’infilò nel letto a baldacchino. Poco dopo, l’altezzosa bambina suonò il campanello della ricca villina. -“Chi è?” domandò il lupo con vocione grosso. -“Sono Cappuccetto Rosso!” Rispose la mocciosa vile. -“Entra pure!” disse il lupo con voce senile. Cappuccetto entrò e, sedutasi sul letto guardò il lupo travestito con sospetto: -“Nonna, hai delle grandi braccia!” -“Sono per accarezzare la tua faccia” -“Nonna, delle lunghe gambe possiedi!” -“Sono per non far faticare i piedi” -“Nonna, hai delle grandi orecchie!” -“Di canzoni ne ascolto parecchie!” -“Nonna, che occhi grandi che hai! -“Gli occhiali non li ho portati mai” -“Ma, hai dei dentoni grandi, nonnina!” -“È per mangiarti meglio, carina!” E in men che non si dica, il lupo le fu addosso: evviva il lupo! Abbasso Cappucetto Rosso! Dopo un secondo, se l’era quasi tutta mangiata, corse a mettere in freezer la carne avanzata. Perché non è cosa che capita ogni giorno mangiare carne di stronzetta cotta al forno!
FINE